acuti fortori

vola italiano n. 2

Pubblicato in parla da acutifortori il Martedì 2 Settembre 2008

Selezione personale di articoli su Alitalia

Giavazzi sul Corriere del 27/08:

Alitalia, le insidie di un percorso

Da La Voce:

Dell’araba fenice e di altri oggetti immaginari

Alitalia: chi ha perso la scommessa

Un decollo che sfida le leggi

I depositi non volano

Dal Manifesto del 30/08, per sdrammatizzare (!?):

I liberisti dei puffi

Geronimo (il Paolo Cirino Pomicino che ci ha già dato tanto) sul Giornale del 28/08:

Hanno imboccato la pista giusta

Amen!

vola italiano

Pubblicato in parla da acutifortori il Mercoledì 27 Agosto 2008

Copioincollo da Repubblica:

“Governo e maggioranza hanno salutato gli ultimi sviluppi della vicenda Alitalia con dichiarazioni esultanti. Visti i recenti trascorsi un po’ di prudenza non sarebbe fuori luogo: negavano il commissariamento e si sta andando dritti al commissariamento; negavano l’applicazione della Legge Marzano e si sta andando ad un restyling alla grande della suddetta legge; negavano esuberi superiori a quelli negoziati con Air France e si sta andando al loro raddoppio”.

Lo dice Emma Bonino, vicepresidente del Senato, che aggiunge: “Se poi il governo pensa seriamente di ricollocare piloti e tecnici aeronautici alle Poste o al Demanio, come annunciato dal ministro Matteoli, allora il livello di demagogia ha superato i limiti”.

“Ieri – prosegue – noi dicevamo che senza una forte alleanza internazionale l’Alitalia non aveva futuro; loro hanno puntato all’italianita’ perseguendo un’improbabile fusione con Air One, salvo scoprire che un accordo con una compagnia leader e’ una conditio sine qua non posta dalla cordata degli imprenditori. Oggi diciamo che affidare logiche di trasporto aereo ad una banca e a una cordata attente solo al proprio tornaconto economico, e che al massimo hanno esperienza di voli executive, e’ un’ipotesi perlomeno azzardata”.

Bonino conclude: “Tutto questo si poteva evitare: se il piano del Governo Prodi fosse andato a buon fine, oggi il merger con Air France sarebbe stato operante e il vettore nazionale sarebbe entrato in una rete di traffico mondiale, mentre ora i contribuenti dovranno accollarsi debiti, esuberi e costi degli ammortizzatori sociali, e con il rifacimento ad hoc delle norme di diritto fallimentare che finiranno inevitabilmente sotto la lente di Bruxelles. Non si capisce cosa ci sia da esultare tanto”.